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Emma Dante, Italy's most celebrated theater and opera director, has been awarded the Golden Lion for Lifetime Achievement at the 2026 Venice Biennale Teatro. At the 54th International Theater Festival—which will be held...
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Nicola Candeo belongs to an ancient and well-known Paduan entrepreneurial family. We met him on the occasion of the publication of his autobiography, "Sessanta. La mia innata stravaganza," published in...
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Yesterday, a magical evening in Piazza San Marco marked the opening of the Carnival, combining reality and cinematic inspiration. It was the Grand Carnival Ball with Bridgerton, an event...
The show "Calm is the virtue... of others" brought laughter to the fore. The audience was enthralled by the verve of the Brescian comedian. ADRIA – It was...
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“How is this night different from other nights?” This is the first question asked by the youngest member of the family during the ritual Passover meal.
"Il vento nasce dove nasce tutto il resto Can not see it non sai dov'è ma se ti metti a corrrere ci vai addosso è come quando soffi sulle candeline e senza accorgertene hai compiuto gli anni... E' uno dei brani di un album originale e coraggioso, quello prodotto dalla veneziana Gutenberg Music. Si chiama Nell’aria alta e coniuga le suggestive musiche di Sergio Marchesini (Bottega Baltazar) alle poesie dell’attore padovano Vasco Mirandola. Di lui sono noti gli inizi con il duo cabarettistico Punto e Virgola, with Roberto Citran. Poi tanti spettacoli teatrali, diversi libri con la poesia come protagonista e la notorietà anche come attore di cinema, con la parte del marinaio Felice Munaron in Mediterranean di Salvatores, vincitore nel 1992 dell’Oscar come migliore film straniero. Ora questo interessante cd, da ascoltare o da regalare, confezionato com’è alla stregua di strenna natalizia.
Intanto chiediamo a Vasco Mirandola: come è nata l'idea di questo album?
Nell’aria alta, così si chiama l'album, nasce in realtà dopo anni di ricerca, di lavoro, del rapporto tra poesia e musica. Abbiamo fatto spettacoli su Alda Merini, su Dino Buzzati, su Andrea Zanzotto, insomma su un sacco di cose. Quindi sono anni che stiamo elaborando, in particolare insieme a Sergio Marchesini, un percorso che appunto cerchi in qualche modo di trovare un aggancio tra questi due linguaggi. Questo percorso ci piace perché serve a tutte e due, serve alla musica, serve anche alla poesia, nel senso che la poesia non è così diffusa, anzi, se si può dire, spesso risulta anche ostica. E invece così, con questo mix di linguaggi, verificato anche con il pubblico quando c'è, si apre tutto, c'è più ascolto. Molti mi dicono "ah, ma io lo conoscevo ‘sto poeta, ma letto così, cioè come l’ho sentito adesso, mi sembra nuovo” e magari va a ricomprarsi il libro, lo riguarda. Insomma è un bel modo di portare questi due linguaggi al pubblico.
Sei conosciuto come attore, in realtà tu la poesia la frequenti da sempre. Come è cominciato questo amore?
Yup, la poesia mi ha seguito dall'inizio, un po' come dice Aldi Merini:“poesia non venirmi addosso”. E’ qualcosa che ti cerca, non è qualcosa che cerchi tu e quindi fin da giovane scrivevo alla fidanzata di turno, ma anche solo per me. Ho sempre cercato in qualche modo, con queste parole disordinate che dà la poesia, di mettere ordine a quello che succede dentro. La poesia ha questo vantaggio stupendo, che non dice, lascia aperti degli spazi, lascia aperte delle possibilità, delle porte, delle domande, per cui, non so perché, ma mi sono trovato bene in questo tipo di linguaggio, che poi ho mi ha seguito un po' per tutto il percorso artistico. Per molti degli spettacoli che ho fatto ho messo dentro anche la poesia; ho fatto spettacoli di danza, di canzoni, di tutto, e quindi è un linguaggio che mi ha accompagnato un po' in tutto il percorso artistico.
L'attore Mirandola nel corso di un suo recital a Treviso
Nell'album ci sono anche musicisti e altre voci, come quella della cantautrice bellunese Erica Boschiero…
Con Erika abbiamo fatto vari spettacoli insieme, per cui ho una collaborazione che dura da anni e sono anche stato presente in qualche suo disco e così è bello ricambiare. Anche negli spettacoli che mettiamo insieme ho lavorato con parecchi musicisti e per me è un è un bellissimo modo di portare la poesia o comunque dei testi letterari. Poi c'è anche la voce di Marco Iacampo e pure una cantante iraniana, Elaf Ar.
Hai mai pensato di cantare le poesie, invece che recitarle?
Allora, nel mio percorso artistico per un periodo ho fatto anche il cantante. Addirittura sono nato come cantante, prima ancora di iniziare a fare teatro, cioè suonavo la chitarra e cantavo, però non è stata la strada che ho seguito, non ho studiato a sufficienza per poterlo far diventare un lavoro. È una delle cose che mi piacerebbe fare nella prossima vita, oltre che danzare, pitturare e imparare altre cose, però la vita è una sola e si cerca di di esplorare almeno una cosa fatta, di farne una bene, insomma.
La copertina dell'album a firma Marchesini e Mirandola
I tuoi inizi sono stati con un duo comico, non avrai mica abbandonato umorismo e ironia?
No, quelli rimangono sempre. Poi tra l'altro ho scritto sette libri di poesie, ma almeno quattro di questi sono comici. Come Carpe diem trota gnam, ma anche un altro libro che ho scritto, che viene rieditato adesso, che si chiama Cento poesie in gioco per sostare poeticamente nel mondo, che ha dentro un sacco di cose. Penso che il gioco del comico, che ho mantenuto, è quello dove il comico a volte deve giocare un po' scoperto, è un po' così, un inno alla fragilità. I comici che mi piacciono di più sono appunto quelli che fanno vedere questo lato e lo buttano di ridere, come si suol dire.
Come portate in giro lo spettacolo di Nell’aria alta?
Portandolo in giro ci sono anche degli oggetti, delle cose particolari che rendono meglio queste poesie, perché a me piace questa commistione di linguaggi, non mi sento un teatrante puro. Mi piace l'idea che i linguaggi si aiutino a vicenda. E quando portiamo in giro il disco come spettacolo è proprio uno spettacolo, cioè ha dentro anche questi oggetti poetici fatti da uno scenografo di Venezia, che si chiama Marcello Chiarenza, che ha realizzato degli oggetti veramente molto poetici. Per cui a poesia si aggiunge poesia, che aggiunge la musica che aggiunge… insomma tutto quello che si può aggiungere!
Sergio Marchesini alla fisarmonica insieme a Vasco Mirandola
Che altri spettacoli hai in programma nell'immediato?
Adesso giriamo essenzialmente con questo. Saremo a Mestre in marzo, poi in maggio a Sant'Eustorgio a Treviso con la Benetton. Insomma giriamo abbastanza con questo lavoro, anche se sto rallentando un po', perché ho una certa età e ho sempre meno desiderio di esibirmi qua e là. Per cui ora lavoro prevalentemente per una radio via web che si chiama No Limits Radio, dove faccio una rubrica poetica ogni lunedì. E poi continuo a scrivere, quindi adesso ci sono in via di pubblicazione altri libri. Ecco, questo è un po’ il mio percorso attuale.
Hai anche recitato nell’ultimo film di Paolo Sorrentino!
The film The grace, sì. Sta uscendo in questi giorni e ho avuto la fortuna di parteciparvi, anche se arrivo proprio alla fine: dovete aver pazienza... è sempre un piacere lavorare con questi grandi personaggi, come è stato in passato con Gabriele Salvatores, Carlo Mazzacurati and so on.
Per concludere, chiediamo a Vasco Mirandola un augurio per l'anno che sta arrivando.
Yup, l'augurio è che entri la poesia, che entri di violenza dentro la nostra testa, dentro il nostro cuore, in un momento così triste e buio dell'umanità. Penso che la poesia ci può aiutare molto. Come diceva la poetessa Patrizia Cavalli, "la poesia certo non salverà il mondo, ma può aiutarci sicuramente", così come un po' tutta l'arte in questo momento, se ci si desse da fare. Pensare che l'umano non è solo quello che distrugge, ma anche quello che sa costruire!